Una giornata di confronto tra esperti di caratura internazionale, imprenditori, studenti e appassionati dedicata alla cultura del saper fare



Redazione

ASCOLI PICENO
Con la seta, le sue storie e i suoi valori a fare da filo conduttore di una giornata interamente dedicata al recupero di una delle tradizioni artigiane tipiche del territorio, la CNA di Ascoli prosegue con successo nel percorso di formazione e consolidamento del tessuto imprenditoriale di domani.

Sulla scia delle iniziative pensate per contribuire alla crescita umana e professionale delle nuove generazioni promosse nelle ultime settimane, nella giornata di sabato 3 dicembre, l’associazione territoriale ha dato vita a una serie di iniziative che hanno visto la libreria Rinascita di Ascoli, e il centro storico della città al centro di un autentico viaggio tematico nel Piceno della seconda metà dell’Ottocento, culla della bachicoltura e della rinascita della seta.

Con il contributo del responsabile CNA Federmoda Antonio Franceschini, della presidente CNA Federmoda Marche Doriana Marini, e del presidente Moda su misura CNA Ascoli Piceno con delega all'istruzione Massimo Mancini, ad accompagnare giovani e addetti ai lavori alla riscoperta dell’artigianato piceno, è stata Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia medievale all’università di Bologna e autrice di numerosi saggi sulla storia della moda e del costume.

Nella mattinata di sabato, la professoressa Muzzarelli ha ripercorso le tappe fondamentali della gelsibachicoltura insieme ai ragazzi dell’IIS “Fermi-Sacconi-Ceci” e dell’IIS “Celso Ulpiani” negli spazi della libreria Rinascita, uno degli ex stabilimenti bacologici del bacologo ascolano Giovanni Tranquilli.

Proprio da piazza Roma, luogo simbolo della tradizione serica del territorio, ha poi avuto inizio il tour tra gli antichi stabilimenti bacologici del centro storico che ha di fatto inaugurato la seconda parte della giornata, dedicata alla riscoperta della varietà “giallo Ascoli” e alla memoria di Alessandro Butta, tra i fondatori de “La campana di Montefiore”, realtà imprenditoriale capace di recuperare il ceppo originale - solo apparentemente perduto - del giallo Ascoli.

Con gli studiosi dell’Isml di Ascoli a fare da guida, i numerosi presenti hanno avuto l’opportunità di conoscere più da vicino la storia e i segreti di una tradizione artigiana radicata nel territorio, antenata del fashion made in Piceno da sempre fiore all’occhiello del tessuto imprenditoriale locale e oggi apprezzato in tutto il mondo.

Chiudendo il cerchio sulla straordinaria epopea del baco da seta ad Ascoli e provincia, di ritorno alla libreria Rinascita la professoressa Muzzarelli ha presentato “Andare per le vie della seta”, il suo ultimo volume edito da “Il Mulino”, con un interessante approfondimento sulla produzione ascolana.

Una giornata di confronto tra esperti di caratura internazionale, imprenditori, studenti e appassionati dedicata alla cultura del saper fare, da tramandare ai più giovani attraverso l’esempio virtuoso della tradizione bacologica picena.

«Siamo orgogliosi di aver promosso un’ulteriore occasione di crescita per chi già opera nel campo della moda, ma in particolare per chi, tra qualche anno, sarà chiamato a raccoglierne l’eredità - dice Francesco Balloni, direttore della CNA di Ascoli -. Come associazione continuiamo a investire nell’orientamento e nella formazione delle nuove generazioni, nella convinzione che conoscere il passato e le tradizioni del territorio debba rappresentare il punto di partenza di un percorso imprenditoriale all’insegna dell’innovazione».

L’iniziativa rientra infatti a pieno titolo nel percorso di sensibilizzazione e promozione del fashion sostenibile intrapreso dalla CNA Picena per salvaguardare le eccellenze di un settore che, come testimoniato dai dati elaborati dal centro studi CNA Marche, nel confronto tra il primo trimestre 2019 e il primo trimestre 2022 deve fare i conti con un calo di oltre il 10% in termini di unità aziendali attive, con quasi 600 imprese in meno nel giro di soli tre anni.

Una tendenza evidentemente preoccupante, che l’associazione territoriale di Ascoli intende invertire in chiave innovativa dando vita a momenti di confronto tra addetti ai lavori, studenti e professionisti delle nuove tecnologie, senza per questo perdere di vista le tradizioni che da sempre rappresentano il cardine dell’artigianato e dell’imprenditoria picena.

«Coniugando al meglio le potenzialità della tradizione artigiana, della cultura umanistica e di quella scientifica riusciremo a compiere importanti passi avanti nel percorso di crescita del fashion piceno - sostiene Arianna Trillini, presidente della CNA di Ascoli -. L’obiettivo è valorizzare uno dei punti di riferimento dell’artigianato locale per offrire ai giovani un esempio del saper fare tipico del Piceno, dando ulteriore slancio alla crescita del comparto moda».

«Far conoscere alle nuove generazioni il patrimonio delle nostre maestranze storiche è essenziale per assicurare un domani luminoso all’artigianato piceno - conferma Doriana Marini -. È nostra intenzione continuare a lavorare al fianco di istituzioni e rappresentanti del mondo della cultura e della formazione per rendere ancora più attrattivi i mestieri della moda e mettere i più giovani nelle migliori condizioni per affrontare le sfide del futuro».

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