Circa 3.000 gli spettatori collegati alle dirette della Quintana, con oltre 30.000 visualizzazioni tra Facebook e YouTube, 200.000 utenti raggiunti su Facebook, e quasi un milione e mezzo di visualizzazioni ottenute dai contenuti postati su Instagram per la promozione del territorio



Redazione

ASCOLI PICENO
Come da 13 edizioni a questa parte, il proficuo e ormai storico sodalizio tra la Cna di Ascoli e la Quintana si rinnova in occasione della Giostra di agosto 2023 con la consegna degli “Ori delle Dame”.

Anche quest’anno, infatti, i maestri orafi della Cna picena hanno ideato e realizzato i gioielli che andranno a impreziosire gli abiti delle dame scelte per rappresentare i sei sestieri cittadini durante il corteo di domenica 6 agosto.

Dopo aver lavorato con cura e maestria alla realizzazione dei gioielli e aver individuato attentamente gli abbinamenti ideali, nella mattinata di ieri, venerdì 4 agosto, la sala Gialla della sede ascolana della Camera di Commercio ha ospitato la consegna ufficiale degli ori alle dame da parte dell’associazione e dei suoi maestri artigiani.

Un binomio vincente, quello di dame e orafi Cna, confermato dunque ancora una volta alla presenza del presidente del consiglio degli anziani della Quintana Massimo Massetti, del presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, dell’assessore comunale agli eventi Monia Vallesi, dei consoli e dei capisestiere, sulla scia degli ottimi risultati ottenuti da un progetto in grado di abbinare al meglio le tradizioni, le eccellenze e il saper fare tipicamente ascolano in campo artistico al fascino di uno degli appuntamenti più sentiti sotto le cento torri, ma non solo.

Al di là dell’ormai abituale tutto esaurito al campo Squarcia, la Giostra di luglio ha confermato ulteriormente l’enorme risonanza e il crescente interesse della rievocazione storica ascolana anche al di fuori dei confini cittadini e provinciali, con numeri da record registrati in rete e sui social.

Circa 3.000 gli spettatori collegati alle dirette della Quintana, con oltre 30.000 visualizzazioni tra Facebook e YouTube, 200.000 utenti raggiunti su Facebook, e quasi un milione e mezzo di visualizzazioni ottenute dai contenuti postati su Instagram. Un successo certificato dai dati e dettato dalla volontà di promuovere il territorio attraverso la costante introduzione di progetti indubbiamente innovativi, ma al tempo stesso fortemente legati alla tradizione quintanara.

È il caso, ovviamente, degli Ori delle Dame, come anche delle molteplici iniziative promosse negli anni in collaborazione con la Cna di Ascoli grazie a un dialogo costante che, anche in vista delle prossime edizioni, continuerà a offrire spunti preziosi per arricchire in ottica culturale il palinsesto della Quintana.

L’edizione di quest’anno ha visto protagonisti i maestri orafi Giuseppe Coccia (che per l’occasione ha realizzato il gioiello che durante il corteo sarà indossato da Marianna Velenosi di Sant’Emidio), Pietro Angelini (per Romina Ripani di Porta Maggiore e Valeria Camaiani di Porta Romana), Silvano Zanchi (per Maria Giovanna Allevi della Piazzarola), Davide De Iulis (per Valentina Formica di Porta Tufilla), e Marilina Gasparrini (per Maja Alberti di Porta Solestà), che con passione e competenza portano avanti una tradizione che si rinnova ormai di anno in anno.

Riscoprire l’arte del passato rivisitandola in chiave innovativa: un obiettivo ambizioso che l’associazione territoriale intende raggiungere affiancando le imprese del settore artistico, culturale e tradizionale del Piceno, che nel confronto tra il primo semestre 2023 e il primo trimestre 2022 guadagnano 6 unità: allo scorso 30 giugno risultano 209 aziende attive sul territorio, di cui 176 artigiane (84,2% del totale), contro le 203 di più di un anno fa.

Secondo i dati elaborati dal centro studi Cna Marche, le imprese artistiche della nostra provincia rappresentano il 13,1% delle 1.592 attive nel panorama regionale, con la sartoria e la confezione su misura a costituire il settore di attività più consistente (47 aziende, di cui 39 artigiane). Significativa anche la concentrazione dell’occupazione nelle attività di lavorazione dei metalli (40 aziende), e nel settore dei tatuaggi e piercing, che peraltro vanta la percentuale maggiore di aziende artigiane con 30 attività artigianali sulle 31 imprese attive nel Piceno.

Restando in ambito provinciale, a spiccare è inevitabilmente anche l’incidenza delle lavorazioni tipiche nel bilancio complessivo del settore artistico, con la realizzazione di tulle, pizzi e merletti (7 aziende sulle 10 attive nelle Marche), e di prodotti in ceramica (8 imprese, secondo miglior dato regionale) a evidenziare ulteriormente il forte legame degli artigiani locali con una tradizione particolarmente radicata sul territorio.

L’oreficeria e la gioielleria, invece, possono contare su 16 imprese artigiane sulle 17 attive in provincia, che con costanza e passione danno lustro a una tradizione artigiana da tutelare e valorizzare al meglio.

«Siamo orgogliosi di riproporre anche quest’anno la straordinaria sinergia tra realtà associative, istituzionali e culturali alla base del progetto “Ori delle Dame” - dice Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli -. Grazie alla disponibilità, alla scrupolosa ricerca storica e alla competenza dei nostri maestri orafi, anche quest’anno abbiamo cercato di offrire un contributo concreto nella promozione di due autentiche eccellenze del territorio come la Quintana e l’artigianato artistico, simboli di Ascoli e del Piceno conosciuti e apprezzati in Italia e nel mondo».

«L’artigianato artistico è una risorsa molto importante per il territorio - conferma Arianna Trillini, presidente della Cna -. Il successo e la grande accoglienza di questa iniziativa, anno dopo anno, sono l’ennesima conferma in questo senso. Attraverso la Quintana, il suo corteo storico, le sue dame e i loro ori, come associazione intendiamo trasmettere anche alle nuove generazioni i valori del saper fare e dell’attaccamento al territorio che da sempre animano le tradizioni locali e l’espressione artistica dei nostri artigiani».

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