Al PalaPellicone, Andrea Kabali supera Nicolò Solli con maturità, potenza e controllo: 4-0 da pro e ambizioni sempre più concrete verso il grande salto europeo







Redazione
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Andrea Kabali continua a scrivere la sua traiettoria perfetta nel panorama delle Arti marziali miste europee. All’evento Cage Warriors 204, andato in scena l’11 aprile al PalaPellicone di Roma, il fighter del Team Icore Mma ha firmato la sua quarta vittoria da professionista, raggiungendo il record immacolato di (4-0).
Un successo netto, costruito con intelligenza tattica, solidità tecnica e una maturità agonistica che, match dopo match, lo sta consacrando come uno dei prospetti più interessanti della scena italiana.
A guidarlo all’angolo, il coach Paolo Anastasi insieme a Luca Mele, figure centrali nella crescita del ragazzo. Dall’altra parte dell’ottagono, il super favorito Nicolò “The Monkey King” Solli, 28 anni, atleta internazionale del Team Aurora Mma allenato dal noto Lorenzo Borgomeo, presentava un curriculum di tutto rispetto: un record di (6-2), esperienza superiore e riconosciute qualità nello striking. Un avversario tutt’altro che morbido, scelto peraltro short notice, che rappresentava un test significativo per valutare la reale dimensione di Kabali.
Il match, collocato in chiusura della Preliminary Card e quindi a ridosso della Main Card, ha però raccontato una storia piuttosto chiara sin dalle prime battute.
Kabali, ha imposto immediatamente il proprio ritmo, dimostrando una gestione dello spazio e delle distanze lucida e funzionale al gameplan preparato in palestra.
Solli, ha provato a indirizzare il confronto sul terreno della lotta nel primo round, cercando il takedown, ma è qui che si è vista la prima, grande differenza: la difesa di Kabali è stata impeccabile, neutralizzando il tentativo e ribaltando la situazione con tempismo e tecnica, portando l’azione a terra e prendendo il controllo.
Da posizione dominante, Kabali ha iniziato un pesante e preciso ground and pound, alternando colpi al volto e al corpo. Il secondo round ha seguito un copione simile: ancora controllo, ancora superiorità nella fase grappling, ancora colpi significativi dalla top position.
Solli, pur dimostrando resistenza e carattere, non è mai riuscito realmente a invertire l’inerzia del match.
Tuttavia, nel terzo round il confronto ha offerto uno spunto diverso. Tornati in piedi, Solli ha iniziato a trovare ritmo con una serie di calf kick particolarmente efficaci, capaci di danneggiare la gamba avanzata di Kabali. È stato il momento più delicato dell’incontro per l’atleta di Castel di Lama, chiamato a gestire una fase in cui l’avversario sembrava aver trovato una chiave offensiva.
È proprio in queste situazioni che emerge il valore di un fighter.
Kabali non si è disunito. Ha mantenuto lucidità, ha gestito la pressione e in uno scramble ha trovato il colpo che ha cambiato definitivamente il volto dello scontro: una schivata con un potente gancio sinistro, che ha mandato Solli al tappeto. Un knockdown netto, frutto di tempismo, freddezza e lettura perfetta della situazione.
In quel frangente, forse, è mancato solo il cosiddetto killer instinct per chiudere anticipatamente l’incontro.
Kabali, ha esitato per un istante, probabilmente convinto che l’arbitro sarebbe intervenuto per mettere fine al confronto, permettendo così a Solli di recuperare e proseguire. Nonostante ciò il controllo del lamense non è mai venuto meno, dettando il ritmo anche negli ultimi scambi, confermando una superiorità complessiva evidente.
Al termine del match, la soddisfazione del team era palpabile. “Sono molto contento - ha detto il coach Paolo Anastasi -, perché Andrea ha rischiato di non combattere. Abbiamo avuto due avversari ritirati e accettare Solli all’ultimo momento non è stata una decisione semplice. Parliamo di un fighter più esperto, con un record importante. Sapevamo che sarebbe stato un osso duro. Ma abbiamo lavorato bene, soprattutto nella lotta, per neutralizzare i suoi punti di forza. Andrea è stato impeccabile: lucido, freddo e calcolatore, ha eseguito alla perfezione quanto preparato”.
Un plauso da parte di Anastasi è andato anche al team e al pubblico: oltre 40 sostenitori hanno seguito Kabali, a Roma, creando un’atmosfera calda e coinvolgente. Un segnale importante anche per la promotion, che sicuramente inizierà a puntare con maggiore decisione su di lui.
Non a caso, il coach ha poi aperto uno scenario chiaro: l’obiettivo è un contratto stabile con Cage Warriors, trampolino di lancio privilegiato verso la Ufc. Un percorso ambizioso, ma tutt’altro che utopico, alla luce delle qualità espresse da Kabali.
“Nel match contro Nicolò Solli - ha aggiunto il preparatore Luca Mele - abbiamo ottenuto un’ottima condizione atletica, che ci ha consentito di mantenere un ritmo costante fatto di intensità e lucidità per tutto il match, con una buona gestione delle energie”. Andrea, difatti si è distinto per resistenza allo sforzo, reattività negli scambi e recupero rapido tra le fasi, elementi fondamentali a questi livelli, che evidenziano una preparazione mirata ed efficace in funzione della competizione.
A distanza di qualche giorno, anche il fighter ha voluto condividere le proprie sensazioni. E dalle sue parole emerge un aspetto fondamentale: la dimensione umana dietro la prestazione sportiva. “Questa esperienza mi ha lasciato sensazioni bellissime - racconta -. Il percorso è stato lungo, duro, pieno di dubbi. Ma tutto è andato al suo posto nel momento giusto”.
Kabali sottolinea il valore del supporto ricevuto dalla famiglia, definita “carburante e speranza”, agli amici, fino al team. “Non mi sono mai concentrato sulle statistiche - spiega -, perché so che le persone che ho accanto avrebbero trovato un motivo per sostenere ed elogiare me e il mio team anche in caso di sconfitta”.
Un passaggio significativo è stato poi dedicato proprio a Paolo Anastasi: “Non ha mai smesso di spronarmi. Ha creduto in me più di quanto facessi io stesso. Sempre presente, sempre lucido, sempre lì con i tempi, gli allenamenti, i feedback e le valutazioni. Questo ha fatto la differenza”. Lo stesso riconoscimento è andato a Luca Mele, amico, compagno di allenamento e figura chiave nella preparazione, negli sparring e come preparatore atletico. Infine un ringraziamento è andato anche al nutrizionista Francesco Livini per la professionalità, la pazienza e la cura dei dettagli che hanno permesso al fighter di arrivare al peso prestabilito, 77 chili, in modo sicuro e qualitativo.
Le emozioni vissute, a Roma, restano, come lui stesso dice, “indelebili”. Dalla gestione del peso al calore umano ricevuto, ogni dettaglio ha contribuito a costruire una prestazione solida e consapevole, rendendo semplici anche quei passaggi che semplici non sono mai.
In chiusura Andrea ha voluto ringraziare tutti per il valore e l’affetto che ogni giorno mostrano nei suoi confronti, dicendo che nulla passa inosservato: “Anche se non faccio molte dediche, le persone che ho vicino sono la mia ricchezza più grande”.
Kabali non è più soltanto una promessa, è una realtà concreta, in piena evoluzione. E se questo è il livello espresso contro un avversario del calibro di Solli, il futuro non può che essere guardato con grande, legittima ambizione.
Lorenzo Pallotta

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