Il torneo si conferma così non soltanto come una manifestazione sportiva, ma come un appuntamento capace di trasmettere quei valori che fanno dello sport uno strumento di dialogo: competere nel rispetto dell'avversario, condividere esperienze e costruire relazioni che vanno oltre il risultato finale










Redazione
GROTTAMMARE
Lo sport come strumento di incontro, confronto e amicizia. È questo lo spirito che anima il Torneo internazionale Csi delle forze di polizia e delle forze armate, manifestazione che, anno dopo anno, si conferma un appuntamento capace di andare oltre la semplice competizione agonistica.
Sul campo, infatti, non si misurano soltanto preparazione atletica e risultati sportivi, ma si condividono valori fondamentali come lealtà, rispetto delle regole, spirito di squadra e amicizia. Una dimensione sportiva che diventa così occasione di relazione tra rappresentanti delle forze di polizia e delle forze armate, favorendo conoscenza e confronto anche a livello internazionale.
Gli appunti della manifestazione raccontano una competizione particolarmente partecipata, con formazioni appartenenti a diverse realtà. Al termine del torneo, sul gradino più alto del podio è salito Aps Legea Sibiu, davanti a Poltrans Old Boys (secondo) e al Reggimento Esercito 235° RAV (terzo).
A seguire, Virgo Fidelis San Benedetto del Tronto (quarto) e Fiamme Azzurre (quinto). Sesto posto per IPA Cluj.
Tra i riconoscimenti individuali, quello di miglior portiere è stato assegnato a Vallesi Daniele dell'Esercito, mentre il titolo di capocannoniere è andato a Tothazan Ionut, delle Poltrans.
Al di là della classifica, però, il valore della manifestazione risiede soprattutto nella capacità di riunire persone e realtà diverse, attraverso il linguaggio universale dello sport.
Una competizione che diventa quindi anche un momento di condivisione, nel quale la sfida sul terreno di gioco lascia spazio alla conoscenza reciproca e alla costruzione di rapporti.
In questo contesto assume particolare rilievo il lavoro del presidente provinciale Antonio Benigni e dell'organizzatore e responsabile Francesco Prunella. Due figure che, attraverso ruoli differenti ma complementari, contribuiscono alla realizzazione di un evento nel quale sport, organizzazione e relazioni internazionali trovano un punto d'incontro.
Il torneo si conferma così non soltanto come una manifestazione sportiva, ma come un appuntamento capace di trasmettere quei valori che fanno dello sport uno strumento di dialogo: competere nel rispetto dell'avversario, condividere esperienze e costruire relazioni che vanno oltre il risultato finale.






















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