La città si è fermata per ricordare le 141 persone morte e chiedere che finalmente sia fatta piena luce sulla tragedia






Redazione
SAN BENEDETTO - LIVORNO
Come ogni anno, una delegazione del comune di San Benedetto del Tronto ha partecipato, nella giornata di venerdì 10 aprile, a Livorno, alla commemorazione nel 35esimo anniversario della tragedia del traghetto Moby Prince, la più grande sciagura della marineria civile italiana, dove persero la vita 140 persone tra cui il sambenedettese Sergio Rosetti. La città era rappresentata dal subcommissario Alfonso Agostino Soloperto, affiancato dal gonfaloniere e da due agenti della polizia locale, che ha avuto modo di incontrare Nicola Rosetti, figlio della vittima e presidente dell’associazione “140” che da sempre lotta perché sia fatta piena luce sulle reali cause della tragedia.
In Fortezza Nuova, alla presenza delle istituzioni (tra cui le rappresentanze di tante municipalità italiane, quelle da cui provenivano le vittime) e dei parenti di chi non c'è più, è stata deposta una corona al monumento in ricordo delle vittime. Successivamente si è tenuta la funzione in cattedrale prima della cerimonia nella sala consiliare di palazzo civico. Come da tradizione, subito dopo è partito il corteo che da piazza del Municipio ha raggiunto il porto dove sono stati letti i nomi dei 140 morti. La cerimonia si è conclusa con il lancio in mare di 35 rose rosse, una per ogni anno trascorso da quella tragica notte.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire il suo messaggio: “Una tragedia che poteva e doveva essere evitata e a cui fecero seguito, per altro, disorganizzazione e ritardi nella gestione dei soccorsi. Ci stringiamo attorno a loro e alla città di Livorno - ha scritto il Capo dello Stato - che mai potrà dimenticare il dramma vissuto, ai tanti che nel tempo si sono adoperati per ricostruire fatti e responsabilità, riuscendo a chiarire aspetti a lungo oscuri, anche se purtroppo permangono interrogativi che non hanno ricevuto esaustive risposte”.

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