La linea ferroviaria, realizzata poco dopo l'Unità d'Italia, insieme alle infrastrutture connesse, attraversa un contesto di straordinaria valenza storica, ambientale e turistica, che merita oggi una riflessione aggiornata e lungimirante



Redazione

PINETO
Le amministrazioni comunali di Pineto, Roseto degli Abruzzi e Silvi aprono ufficialmente una fase di confronto pubblico e istituzionale sull'interramento del tratto della Ferrovia Adriatica che interessa i rispettivi Comuni, con particolare riferimento all'area della Torre del Cerrano e dell'omonima Area marina protetta. Dopo una prima interlocuzione tra l'Amp e i tre Comuni interessati, i sindaci ritengono che sia ora necessario portare il tema all'attenzione pubblica e avviare un percorso trasparente e strutturato di approfondimento. 
In quest'area, gli ambiti costiero e collinare risultano nettamente divisi dal tracciato ferroviario, il che impedisce una piena integrazione tra le parti e incide profondamente sull'assetto urbanistico e sociale del territorio. La linea ferroviaria, realizzata poco dopo l'Unità d'Italia, insieme alle infrastrutture connesse, attraversa un contesto di straordinaria valenza storica, ambientale e turistica, che merita oggi una riflessione aggiornata e lungimirante.

Nel quadro degli interventi programmati da Rete ferroviaria italiana lungo la direttrice Bologna-Lecce, non risultano a oggi interventi di velocizzazione nel tratto compreso tra Roseto e Silvi. La forte urbanizzazione della fascia costiera rende particolarmente complessa un'ipotesi di spostamento della linea verso l'interno. Per questo motivo, tra le opzioni da approfondire vi è anche la possibilità di valutare l'interramento del tracciato nel tratto interessato, quale soluzione in grado di: ricucire il territorio dalla collina al mare; superare una frattura urbanistica e sociale storica; migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei residenti; valorizzare pienamente l'area della Torre del Cerrano e consentire una modernizzazione e un potenziamento della linea.

<<È il tempo di aprire una riflessione seria sul tratto della Ferrovia Adriatica che attraversa il nostro territorio - dice il sindaco di Pineto Alberto Dell'Orletta - perché non si tratta di mettere in discussione il valore strategico del trasporto ferroviario, che resta centrale per una mobilità sostenibile, ma di immaginare soluzioni moderne capaci di coniugare infrastruttura, ambiente e qualità urbana, di avere quindi una vision territoriale. Interrare significherebbe liberare il sedime ferroviario e trasformare un limite in un'opportunità di riqualificazione urbana e ambientale. Al tempo stesso permetterebbe a Rfi di adeguare la linea agli standard più moderni. Oggi in Abruzzo la velocità massima su questo tratto non supera i 160 orari: una linea più performante potrebbe migliorare i collegamenti e rafforzare anche il servizio locale. Ringrazio sentitamente Luciano Monticelli (già sindaco di Pineto) per il contributo di riflessione e per la proposta avanzata su questo tema, che ha contribuito ad alimentare un confronto utile e stimolante>>. 

<<È fondamentale lavorare insieme e in modo sinergico per affrontare questioni legate alla mobilità che non riguardano un singolo Comune, ma una parte consistente della nostra costa - aggiunge il sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes - e dobbiamo agire con una visione unitaria e sovracomunale, perché le sfide infrastrutturali moderne richiedono una massa critica istituzionale per essere affrontate. Questo tema è fondamentale sia nell’ottica di migliorare la vita quotidiana dei nostri pendolari, sia in chiave turistica, per favorire l’arrivo nelle nostre città. L’interramento rappresenta non solo un potenziale volano di sviluppo per l’intero Abruzzo costiero, ma anche una prospettiva che ci permetterebbe di liberare gli spazi e, al contempo, rendere più vivibili i nostri centri urbani, restituendo piazze, parchi e zone ciclopedonali ai cittadini>>.

<<Di interramento del tratto cittadino della ferrovia - conclude il sindaco di Silvi Andrea Scordella - nella mia città se ne parla da decenni. Ma ai timidi, informali e isolati tentativi di sottoporre il problema all’esame di Rfi e della Regione non è seguita una concreta iniziativa. In realtà, l’idea non è stata mai presa in considerazione per ragioni economiche e per l’improponibilità di un intervento isolato da tutto il resto del territorio costiero. Questa volta il quadro è cambiato perché si parla di una operazione che dovrebbe riguardare l’intera costa teramana che dall’interramento della ferrovia trarrebbe benefici enormi sotto ogni profilo, compreso quello turistico. È fuori discussione, infatti, la grande capacità che l’interramento della ferrovia ha, come si è verificato nelle zone dove è stato già realizzato, di trasformare in meglio le nostre città che avrebbero una irripetibile occasione per riqualificare urbanisticamente le non poche aree liberate in superfice con un progetto di sviluppo strategico che non comprenderebbe solo il ripensamento della mobilità con nuovi sistemi sostenibili, ma l’intero assetto urbanistico/ambientale delle nostre città. Il metodo di lavoro congiunto che oggi intendiamo adottare credo che abbia concrete possibilità di rendere la proposta pienamente condivisibile da Rfi e dal governo regionale e nazionale>>.

Il percorso si inserisce in un quadro istituzionale già formalizzato. Con deliberazione dell'Assemblea del Consorzio di gestione dell'Area marina protetta Torre del Cerrano del 18 novembre 2025, è stata approvata all'unanimità una linea di indirizzo che prevede l'avvio di un'interlocuzione formale con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con Rete ferroviaria italiana e con tutti gli enti interessati. La medesima deliberazione ha previsto l'istituzione di un gruppo di lavoro composto da un referente per ciascun ente aderente al Consorzio (Pineto, Silvi, Provincia di Teramo e Regione Abruzzo), operante all'interno del tavolo tecnico già attivo, allargato - per l'occasione - al contributo del comune di Roseto degli Abruzzi. Il gruppo avrà il compito di seguire gli sviluppi progettuali e riferire semestralmente all'Assemblea consortile.

Si apre quindi ora una fase di studio e programmazione, non si tratta infatti di una decisione già assunta. Il percorso prevede: un atto di indirizzo condiviso con gli altri Comuni interessati; l'interlocuzione formale con il ministero delle infrastrutture e con Rfi; il coinvolgimento della Provincia e della Regione; la costituzione di un gruppo tecnico di supporto e l'organizzazione di momenti pubblici di confronto. Particolare rilievo sarà dato alla collaborazione con il Dipartimento di architettura dell'Università "d'Annunzio" di Chieti-Pescara (sede di Pescara), affinché ogni valutazione sia supportata da analisi tecniche e progettuali di alto livello. 

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